GRAZIE: la bellezza di dirlo.

Un grazie e un sorriso ti possono cambiare la giornata, e il nostro staff lo vuole fare con questo piccolo post rivolto a tutti voi.

Quante volte, durante il giorno, diciamo grazie. È bello dirlo ed è altrettanto bello sentirselo dire, ti riempie e crea un ponte tra i due interlocutori, ed è questo quello che V.I.D.A. vuole fare attraverso questo post e attraverso questa foto della scorsa missione a Calcutta.

Vi vogliamo “girare” un grazie che è stato rivolto a noi, un grazie che è nato dal cuore di un bambino grazie a voi, grazie al vostro prezioso sostegno e alla vostra fiducia.

foto ok grazieE quindi:

  •  GRAZIE ai donatori che ci aiutano a portare avanti ormai i 29 progetti di sviluppo e sostegno;
  • GRAZIE ai sostenitori che con fiducia anno dopo anno ci seguono e ci aiutano;
  • GRAZIE ai promotori delle nostre iniziative, eventi, raccolte, delle nostre intenzioni e dei nostri obiettivi;
  • GRAZIE a chi ha adottato e vuole adottare un piccolo dell’India;
  • GRAZIE a chi ci segue sui social e ci aiuta a diffondere i nostri progetti e le nostre iniziative;
  • GRAZIE ai nostri volontari che durante l’estate si rimboccano le maniche nelle missioni umanitarie a Calcutta.

Grazie a tutti voi che credete in questo progetto di solidarietà e di sviluppo. 

L’agricoltura: un mezzo per incentivare lo sviluppo sostenibile ed autonomo.

foto x sito2La crescita economica di per sé non basta, non è sufficiente essere dei finanziatori di progetti fini a se stessi, lo sviluppo è reale solo se migliora la qualità della vita in modo duraturo e che poi inneschi un processo di auto-sviluppo.

V.I.D.A. ormai da tre anni porta avanti questo tipo di progetti, che non vogliono solo essere dei soli progetti finanziari, ma delle vere e proprie occasioni di crescita per la comunità in cui si sviluppano. Si tratta di sostenere le occasioni che apportano migliorie durature, stabili e autonome, in modo tale da creare un processo di crescita auto sostenibile e di costruire le basi per essere in futuro totalmente indipendenti.

Uno dei progetti che hanno al centro della propria azione lo sviluppo sostenibile e autonomo è quello del Karuna Center. È un centro situato in Jabalpur, nello Stato di Madhya Pradesh, nell’India centrale. Accoglie e offre cure e assistenza a 11 ospiti dai 7 ai 28 anni con disabilità, come paralisi cerebrali o autismo. Inoltre si offre accoglienza, vitto e ogni tipo di assistenza a 4 bambine abbandonate fin dalla nascita.

In particolare, in questo centro V.I.D.A. sta finanziando due progetti: il primo è quello della riparazione e della rimessa a nuovo del tetto della struttura; il secondo invece è un bellissimo progetto un po’ più a lungo raggio. Infatti, la nostra organizzazione sta appoggiando economicamente la trasformazione di una parte del loro terreno in un orto; inoltre sta finanziando la costruzione di una stalla e nell’acquisto di quattro capre.foto x sito

Così si raggiungono due obiettivi. Il primo è quello di rendere autonomo, almeno per alcuni aspetti, questa istituzione solidaria. Infatti, attraverso la coltivazione e l’allevamento, le persone del centro possono ricavare alcuni prodotti per la loro sussistenza e, perché no, anche per la vendita. Il secondo obiettivo -sempre nell’ottica di uno sviluppo autonomo- è più educativo e formativo, ed è quello di far capire e far vivere agli ospiti le esigenze del centro in un modo attivo e concreto affinché essi stessi si impegnino alla loro soddisfazione.

Quella del Karuna Center è una bellissima realtà che, come tante altre in India che noi di V.I.D.A. Onlus stiamo supportando e aiutando, si occupa di quelli che Madre Teresa di Calcutta definiva i più poveri tra i poveri; una povertà che nella stragrande maggioranza dei casi non è solo materiale, ma è anche una povertà di amore e solidarietà. Il tuo piccolo contributo potrebbe aiutarci in questo nostro progetto di sviluppo autonomo e di un mondo migliore.

Le sfide della sanità. Garantire assistenza medica ai più deboli e poveri dell’India.

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L’India, a causa di ragioni sociali, economiche, demografiche e storiche, è diventata una culla di diversi tipi di malattie, che vanno da quelle trasmesse dagli insetti a quelle trasmesse tramite il cibo e l’acqua. Le grandi metropoli, come moltissimi dei piccoli centri urbani, versano in condizioni igienico-sanitarie davvero indescrivibili, che vanno ben oltre i canoni nostri europei. Tutto ciò alimenta ed espande la necessità di avere dei medici e delle medicine a disposizione per un grande numero di persone, che oltre ad essere affette dalla povertà, si ritrovano a dover lottare anche contro malattie, che per la maggior parte delle volte portano a grandi sofferenze, deformazioni fisiche e mentali fino alla morte.

Le malattie che più di tutte affliggono la popolazione indiana sono la tubercolosi, la malaria, l’HIV e la poliomelite. Per quanto riguarda quest’ultima, solo per citare un dato, l’India rimane uno dei quattro Paesi al mondo (con Afghanistan, Pakistan e Nigeria) in cui è considerata endemica.

Inoltre il sistema sanitario indiano, come la maggior parte di quello dei Paesi in via di Sviluppo, risulta avere un’ulteriore e grave pecca, ovvero i servizi sanitari tendono a servire i più ricchi, tralasciando le fasce più deboli e povere.

Di fronte a tutto ciò VIDA, non è potuta stare ferma e ha deciso di affrontare una serie di sfide per poter permettere ai poveri dell’India di avere un accesso più diretto e gratuito all’assistenza medica.

Le sfide sono di natura culturale, tecnica, politica e sociale. È un lavoro che bisogna affrontare cercando di entrare nel profondo e nel concreto. VIDA in particolare appoggia due dispensari medici. Uno nella slum della Città della gioia, resa nota grazia al famoso libro di Dominique Lapierre, a Calcutta, in cui vivono 100.000 persone in condizioni estreme. È un centro medico, gestito dall’ONG spagnola Colores de Calcuta, nel quale si offre un’assistenza medica primaria, basata soprattutto sulla prevenzione. Un altro punto di lavoro di questo centro è l’attenzione alle necessità e ai bisogni dell’infanzia, soprattutto quella neonatale, anche da un punto di vista alimentare. Esso inoltre offre anche un’unita di fisioterapia e una farmacia, per la distribuzione di medicine.

foto 1L’altro centro è situato a Delhi. L’Antyodaya Niketan offre un servizio di prima accoglienza e pronto soccorso. Inoltre grazie ai contributi dei nostri sostenitori, è riuscito a fornirsi di un’unità mobile, per poter avere la possibilità di raccogliere dalle strade, in particolare nelle prossimità delle stazioni ferroviarie e della metropolitana, i malati che li trovano rifugio e che stanchi, sporchi, soli e affamati si lasciano morire.

Il contributo di ognuno di voi permetterà ai milioni di poveri dell’India, di avere la possibilità di affrontare con i mezzi giusti e necessari le gravi epidemie che li affliggono. Basta davvero poco.